Una sera

di Orfeo Paci

Fuori dal ristorante l’aria era calda anche se erano già le undici. Lui non ci fece caso. La macchina era parcheggiata lì vicino, ma andarono dalla parte opposta. Non si dissero niente, il braccio sul fianco di lei gli sembrò una catena. Lo tolse.

C’era odore di salsedine e quando non passavano auto sul lungomare si sentiva il rumore della risacca. Si fermarono al riparo di una macchia di oleandri. Avrebbe voluto baciarla, forse anche lei lo voleva, ma non lo avrebbero fatto, questo lo sapevano entrambi.

Lei allungò una mano e colse un fiore.

«Contengono veleno, lo sai?» disse lui. Si aspettava una risata.

Lei lo guardò e non rideva.

«Non lo devo mangiare.»

Dallo a me, pensò lui, dallo a me e io lo mangerò; lo mangerò e morirò del suo veleno con questo istante in mente, e sarà una morte dolcissima.

Lei se lo mise tra i capelli, proprio sopra l’orecchio, e gli porse la mano.

Lui la strinse. Solo questo possiamo darci adesso, pensò.

Ripresero a camminare. Parlavano. Ricordi, gioventù, sogni, progetti mai realizzati… anni passati insieme.

Lei dette uno sguardo furtivo all’orologio, quasi che controllare l’ora fosse una colpa.

«È tardi» disse.

«Già» disse lui.

Tornarono alla macchina.

Autostrada, notte, fari lontani che venivano incontro per sparire come il suono delle loro parole.

Poi un parcheggio, un’altra auto.

Due vite. Le stelle in cielo un velo triste.

Si salutarono, nessuna promessa. Labbra che si toccano appena. Non è un bacio, non è un bacio…

Prima di partire, lei abbassò il finestrino, si tolse il fiore dai capelli e glielo porse.

Era più di un bacio, c’era quella serata, c’era lui, c’era lei. Insieme.

*

Entrò in casa e richiuse piano la porta. Ripiegò un foglio bianco sul fiore, lo mise in un libro e lo ripose sul piano più alto della libreria.

Si spogliò in silenzio nel buio della camera, solo un respiro regolare nel letto. Si coricò cercando di non fare rumore. La donna si girò lentamente verso di lui.

«Com’è andata la riunione, caro?»

«Tutto bene, tesoro, dormi che è tardi.»

 

Libri dello stesso autore:     orfeo paci Nebbia sull'arno

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