Il reBABELot

Di Giovanni Medioli

Dal programma  “Mo’ t’o spiego”, Radiotelebassabrianza. Venerdì 17 aprile 2015

«Buonasera dalla vostra Mariella Caramella, sono furba e sono bella, anche se alla radio non potete vedermi . Ahahahahahah! Sulla pagina Facebook del nostro programma potete comunque guardarmi tutta  in streaming mentre accavallo le gambe e arriccio la bocca in favore di telecamera. Indosso una minigonna ri-dot-tis-si-ma, autoreggenti col pizzo e niente mutandine! Sulla sinistra della pagina il link ai miei video hard. Con il pagamento di UN PICCOLO OBOLO potete vedermi all’opera mentre do piacere ad alcuni dei miei fidanzati… Nessuna censura! Ma dalla regia mi dicono che devo introdurre i due ospiti di stasera. Alla mia destra il professor Adelmo Giuseppucci, docente di diritto costituzionale, ahahahahah! Capito? Diritto costituzionale! Uno stipendio rubato, insomma. Chi cazzo studia più roba simile?».

Prof. Giuseppucci: «Rimarrebbe stupita… Del resto come facciamo a uscire dall’attuale situazione se nessuno studia le soluzioni possibili per restaurare la democrazia?».

Mariella: «Ahahahahaha. Cominciamo malissimo! Che cazzo stai dicendo? Chi se ne fotte di restaurare la democrazia o quel che l’è a parte qualche coglione di parruccone come te, cocco? Ricordati che se non ti fai capire bene dai nostri ascoltatori ti riempiamo di botte e olio di ricino. Tradizione tipica italiana… Alla mia sinistra un altro parruccone rincoglionito. Il ‘professor’ Mario Rossi. Linguista! Linguista, capito? E anche ‘semiologo’ dice di essere: chissà che cazzo vuol dire? Dice che ci spiega come cazzo parliamo, capito? Ma chi ce lo spiega quello che dice lui? E lui l’avrà capito, cazzo,  che qui rischia di finire al traumatologico?».

Prof. Rossi: «Credo si sia spiegata benissimo».

Mariella: «Questo almeno non alza la cresta. Ricordatevene, cari ascoltatori, quando dovrete decidere quale dei due dobbiamo massacrare di sberle! Ricordo a tutti le regole della nostra piccola competizione: la nostra radio, sponsorizzata dai partiti al potere qui nella macroregione Brianza sud ovest, la Lega Laghée e il Movimento Fanculo le Stelle, ha indetto una competizione fra i rappresentanti della casta, vecchi amministratori, preti, bancari, assicuratori, ingegneri, parrucconi, persone che hanno i titoli, loro, ahahahahaha! Insomma, quelli che si credono meglio della Gente con la ‘G’ maiuscola, quella che non ha studiato latino, legge, economia, medicina ma che non la freghi. Questi babbioni, fregoni, imbroglioni credono di avere dei diritti in più, di essere meglio di noi. E di fotterci con la supercazzola. Qualcuno propone: mettiamoli tutti al loro posto! Rotoliamoli nella merda, così gli passa la puzza sotto al naso! Braccia rubate all’agricoltura, mandiamoli a zappare! E invece no! Troppo comodo. Ci serve anche qualcuno di loro. Ma, attenzione! Solo a patto che lavorano per noi e non ci raccontano balle. A  chi cerca di fregare un brianzolo, lo mandiamo a zappare il suolo! Così, questi mezzi parassiti li invitiamo gentilmente in trasmissione e gli permettiamo di esporre qualche loro ragione. Se sono capaci di farci capire cosa dicono, cosa vogliono (e a deciderlo sarete voi cari ascoltatori) per quest’anno potranno proseguire nel loro lavoro. Se no, prima le botte e l’uliasch, poi la zappa. Venti minuti di discussione, poi dieci minuti di telefonate con i vostri giudizi. Potete anche mettere un ‘mi piace’ sulla nostra pagina di Facebook o un ‘mi fa schifo’. Alla fine la sentenza: uno dei due lo eliminiamo. Vai che si comincia! Giuseppucci, parti te. La domanda di stasera è: come mai la vecchia politica ha fallito così miseramente? Come hanno fatto a fottere la Gente così a lungo? Hai tre minuti per blaterare le tue stronzate e vedi di dire cose comprensibili o giù botte!».

Giuseppucci: «Beh, sì, beh, ecco…».

Mariella: «Non blamblanare, cocco, o sono mazzate! Ahahahahahah!».

Giuseppucci: «Certo. Ecco. I partiti tradizionali, in particolare il Pd, hanno sottovalutato il fattore “Ti” dove “Ti” sta per televisione. Ci sono voluti 20 anni per capire che chi controlla le televisioni controlla anche la politica. E per 20 anni il padrone delle televisioni ha fatto quello che gli pareva in questo paese, cambiando le leggi a suo favore, mettendo la sua gente nei posti chiave, con comportamenti pubblici e privati intollerabili per chiunque altro…».

Mariella: «Uéla, Ciccio. Te seré mica chi a ripetere la minchiata che la colpa dela crisi l’è tuta del Berlusca che l’ciulava con le minorenni? Ammò con ‘sta storia? Ma te sei propi ammorbante…».

Giuseppucci: «No, la prego, non mi interrompa! Se no perdo il filo, e non c’è il tempo. Non ho detto che tutta la colpa è di Berlusconi e di chi gli ha lasciato il campo libero. Ho detto che il fattore determinante sono state le televisioni, e per essere più precisi la televisione e la gente di spettacolo. Guardi anche chi è venuto dopo. Grillo era comunque un ex comico della Tv, un personaggio popolarissimo. Il presidente della Repubblica nominato a fine 2013 dopo 230 votazioni, Renato Zero, un’altra figura di spettacolo…».

Mariella: «Mbé, e dove sta la novità? Certo che alla fine è andata su la gente amata dalla Gente, quelli famosi, quelli simpatici…».

Giuseppucci (con ansia): «Sì, ma non quelli bravi a governare! L’Italia è implosa per la totale inefficienza delle sue istituzioni…».

Mariella (aggressiva): «Inefficienza ‘sti cazzi. Siete stati voi tecnici, voi espertoni che a forza di fare la supercazzola e di RUBARE i soldi nostri avete mandato tutto a puttane, con rispetto per quelle come me che fanno il mestiere. Dimmi qualcosa che non so ma di comprensibile, Ciccio: guarda che per adesso stai andando molto male…».

Giuseppucci (esplodendo di rabbia) : «Ma che cazzo volete da me? Non ascoltate, non lasciate parlare e non capite neanche l’ABC. Siete una massa di pecoroni ignoranti e violenti. L’avete ammazzata voi la democrazia. Nessuno, e ripeto, nessuno vuole più avere a che fare con questo paese, l’economia è allo sfacelo, la giustizia non esiste. L’Austria si è riannessa l’Alto Adige, il Trentino, il Friuli e la Venezia Giulia. La Francia ha invaso Valdaosta, Torino e Cuneo, la Liguria di Ponente. Lazio e Abruzzo sono ridiventati Stato della Chiesa. Emilia, Toscana, Marche e Umbria hanno dichiarato l’indipendenza tornando a una monarchia feudale. La Svizzera si è presa Novara, Ossola, Varesotto, Valtellina e Bergamo. Avete provato anche voi a farvi annettere ma vi hanno riso in faccia. Gli unici italiani felici sono quelli che sono riusciti a rifugiarsi in qualche altro stato. Bella roba il governo della ‘Ggente’, capaci solo di vomitare insulti e neanche di allacciarvi le scarpe da soli. Ma andateci voi affanculo, voi e la vostra gente di merda, senza idee, senza cognizione, senza uno straccio di progetto nella vita se non quello di rompere i coglioni agli altri! Lasciatemi andare via e me ne vado adesso, solo con quello che ho addosso e a piedi. Se no ammazzatemi, tanto che cazzo volete che me ne freghi? I miei figli sono scappati in India, mia moglie è morta grazie alla vostra ‘eccellenza’ nella sanità – neanche un’appendicite siamo più capaci di curare – e non c’è più neanche la scusa di guardare la televisione in italiano, che siete tanto scemi che le avete fatte chiudere, le televisioni. L’unica cosa che teneva insieme in qualche modo questa merda di paese disgraziato!».

Mariella: «Ahahahahaahaha! Bravo! Vedi che se ti scateni non sei così camuffo, cocco? Ci voleva tanto a tirare fuori le palle? In quanto alle televisioni, naturalmente, noi qui a Radiotelebassabrianza siamo prontissimi a riprendere le trasmissioni non appena sarà possibile. Ma non possiamo fare niente finché Roma ladrona e puttanona non ci riassegna le frequenze! Passiamo all’altra cariatide, qui, il semiginecologo…».

Rossi: «Semiologo».

Mariella: «Quel che l’è, Ciccio, vedi di non fare tanto il sofistico con noi! Alùra, dici anche te che la colpa era tutta del Nano Banano che si ciulava le ragazzine o hai delle altre cose da dire? Tre minuti, eh, e senza supercazzole!».

Rossi (con voce suadente): «Per carità. Andiamo al sodo. Per come la vedo io c’è stato un enorme problema linguistico, di comunicazione. Gli italiani, storicamente, non parlavano tutti la stessa lingua: il popolo era molto ignorante e di base l’accesso alle professioni di legge, medicina, ingegneria, fisica ma anche alla gestione delle aziende voleva dire prima di tutto padroneggiare termini e concetti che gli altri non erano capaci di esprimere e spesso neanche di capire. Per oltre 60 anni la politica è vissuta di quello. I vecchi democristiani, ma anche chi stava all’opposizione, parlavano una lingua che capivano solo loro. Facevano la supercazzola, come dite voi. Avevano inventato una neolingua, dico io, che era la chiave di accesso al loro potere. Il problema di questa neolingua è che nasceva per nascondere informazioni, non per condividerle. A un certo punto il nuovo che avanza ha invece sviluppato due strumenti più potenti. La “vogliolingua” che consiste nel ripetere balle atroci fino alla nausea. E quelle balle, alla fine, a forza di ripeterle si avveravano. Però funzionava solo se avevi almeno tre televisioni, meglio sette, e un bel po’ di giornali: è l’unico modo per ipnotizzare la gente, blandirla, rassicurarla. Ha funzionato finché non è arrivata internet che ha portato all’arma finale, la “vaffalingua”. Chi la parla non sa cosa sta dicendo, però urla incazzato e maleducato e insulta tutti gli altri. Funziona solo nei confronti delle generazioni giovani e confuse che hanno più bisogno di speranza che di rassicurazione. Non porta a niente ma impedisce agli altri di fare qualsiasi cosa. È la forma di supercazzola più insidiosa, perché è talmente violenta e aggressiva che non permette a chi la usa di costruire nulla. Peggio, qualsiasi ostentazione di competenza equivale a un suicidio. Solo gli incompetenti vanno avanti, comandano. E appena dimostrano di aver capito qualcosa vengono cacciati e svillaneggiati. Siamo piombati nel più cupo dei medioevi. Il sapere non vale nulla, anzi, è visto come una perversione diabolica. Conta solo la forza bruta unita all’aggressività. Guardi qua: son qui a parlare con la prospettiva di farmi bastonare. In pratica una gogna…».

Mariella:  «Oéla, sun sensa parole. Ma che cazzo di supercazzola vieni qui a farci, coglione? Ti permetti anche di darci dei trogloditi? Ma io ti faccio sterminare di botte pezzo per pezzo. Lì, bello calmo con la tua ariétta da saputello, che ci vomiti addosso le tue stronzate da professorone come se ci raccontassi la favola della buonanotte. Ma tu non sei un uomo normale, sei un VECCHIO POLITICO. Sei pericoloso, sei. Noi ti facciamo parlare e tu fra un po’ ci salti fuori con la TAV, il bene comune, la scuola pubblica, il sindacato e altre bestemmie oscene dei vecchi democratici. No Ciccio, guarda, per me botte e olio di ricino sono anche poco. Un saputone come te come minimo bisogna impiccarlo per la strada, bisogna. E non ti sei neanche scaldato, poi: se ti va bene ti roviniamo di botte e tu bello lì che sembri CONTENTO. Guarda, se arrivavi a tanto di parlarmi fuori anche di CULTURA e di MUSEI mi uscivo la berta che ciò qui nell’autoreggente e ti piantavo una palla nel cervello subito, qui, in diretta. Non sarebbe mica la prima volta che faccio giustizia per la Gente in diretta! E voi, cari ascoltatori, cosa ne pensate? Lo facciamo fuori questo “professor” Rossi? Gliela diamo un’allungata con la corda? O gli sparo addirittura? Dite la vostra!».

Primo ascoltatore: «Ciao Mariella, minkia, sei figa! Sono Sergio da Seregno, forza Sere! E volevo farti i komplimenti per la trasmissione, minkia, fortissima. Io ti direi di ammazzarlo lì quello stronzo di professorone che fa la supercazzola, una bella pallottola nel cervello e via. Ma così però non c’è tanto gusto. Minkia! Non potreste torturarlo un po’ in diretta, lo stronzo? Che ne so, coi ferri roventi, gli cavi le unghie con le pinze, gli pesti i kalli col martello. Dai fallo un po’ urlare e gemere quel saccone pieno di merda!».

Mariella: «Grazie Sergio da Seregno, non è la prima volta che ci dici queste cose, vero? Ti rispondo quello che ti ho risposto settimana scorsa: non si può. Qui abbiamo un format da rispettare, non è mica roba nostra, paghiamo le royalties. E nel format che ci hanno venduto dall’Olanda la tortura non è prevista. Se sgarriamo sono penali da levarci la pelle. Solo le bastonate e l’olio di ricino possiamo dare, ma non ti preoccupare che in diretta almeno quelle te le facciamo sentire! Al limite una pallottola nel cervello alla fine. Resta in ascolto! Il prossimo ascoltatore…».

Secondo ascoltatore: «Sono Guido dal Guado, chiamo da Sesto Ulteriano e faccio il camiunista, Eccheppalle ‘sti saputoni. Ma sprangateli tutt’e due che se lo meritano e fateci sentire delle cose più interessanti, tipo te che parli di figa e dei tuoi video, che sono bellissimi. Li guardo sempre quando arrivo tardi la sera e mi sento solo, e ti volevo ringraziare per la tua las.. lasc.. insomma, per quanto sei porca! Continua così che vai forte! A proposito, quanto vuoi per una pompa?».

Mariella: «Guido, Guido, se guardi veramente i miei video dovresti saperlo quanto prendo per  una prestazione orale, il tariffario lo ripeto tutte le volte! Ti ringrazio per l’apprezzamento ma qui c’è da mandare avanti una trasmissione e lo sai anche te che non vale, anch’io li mazzolerei tutt’e due, ciumbia! Ma non si può: questa è una gara. Uno lo spranghiamo, l’altro lo salviamo. Quale vuoi massacrare?».

Secondo ascoltatore: «Evabbé, allora Rossi che non ciò capito un cazzo di quello che ha detto. Però anche l’altro è uno stronzo…».

Mariella: «E noi fra un anno te lo riportiamo qui e tu puoi votare per farlo liscio di botte, che te lo battiamo come una cotoletta. Grazie Guido! Un’altra telefonata…».

Prima ascoltatrice, forte accento pugliese, voce incazzatissima: «…Sei una truoia! Pompinara di merda, ma come cazzo di permetti di trettare così della gente seria, che ha studieto? Manco ci dovresti rivolgere la parola a questi poveretti che trascini in trasmissione per sevizierli. Se ci fosse encora una giustizia una come te in galera dovrebbero sbetterla…».

Mariella:  «Uéla, abbiamo una sciura coraggiosa, qui. Neanche ci dice il nome…”.

Prima ascoltatrice: «Lueesa, Lueesa La Frittella da Limbiate, questo è il mio nome. E sciecquati la bbocca quendo lo deeci…».

Mariella: «Bene Luisa, apri bene le orecchie e con te tutti i rifiuti umani che tengono per il vecchio sistema. ANDATE A CAGARE. Chiaro? Bene, un’altra telefonata”.

Terzo ascoltatore (forte accento nordafricano, velocissimo): «Tu bruta zocola, come osi aprire tua bocca, lurida DONNA. Voi rasisti che vomitate bestemie contro Dio, noi di Al Quaeda veniamo lì e a voi maledetti crociati di Satana bruciamo sede, tagliamo gole. Solo la purezza del Islam può redimere vostra blasfemia…».

Mariella: «Oh, no, ancora quegli stronzi dei Salafiti! Ma quand’è che andate anche voi a cagare brutti pezzi di merda? Non vi abbiamo ancora stanato tutti? Siete peggio dei ratti voialtri arabi schifosi con il vostro merdoso Islam. Crepate tutti, ve lo auguro di cuore! Un’altra telefonata!».

Seconda ascoltatrice: «Giuseppucci! Picchiate Giuseppucci, non Rossi, se lo merita di più quello schifoso pezzo di merda! È un’indecenza che sia ancora a piede libero, bisogna sterminarlo, passargli sopra con un tir, va ammazzato!».

Mariella: «Ha chiarito il concetto, sciura! Ma vale anche per lei la dislippa che se non ci dice il nome e non ci spiega perché il suo voto non lo riteniamo valido…».

Seconda ascoltatrice: «Emh, Gianfelici Giovanna da Villasanta. Sarei la cognata del Giuseppucci…».

Mariella: «Eh, cattivella! Ma le vostre beghe di famiglia ci importano una sega a noi! Il voto non è valido, comunque grazie per aver chiamato che tutto quanto fa spettacolo… Un’altra!».

Quarto ascoltatore: «Buonasera, sono padre Piemonti…».

Mariella: «Eh no! Reverendo, lo sa che non accettiamo chi ci fa la morale, qui. Meglio lei di quella feccia mussulmana di prima, ma chest chi l’è minga un làur de pret. Lasci perdere, per favore…».

Quarto ascoltatore, implacabile: «Lei lo sa che è ora di pentirsi. Lei sa benissimo, nel fondo della sua coscienza, che quello che state facendo a quei due poveretti è indegno e incivile. E che sta dando, cosa ancora più grave, un pessimo esempio ai nostri giovani che la stanno ascoltando. E che sono le persone come voi che hanno condannato questo paese alla povertà e alla disgregazione. La vostra superbia non condannerà soltanto voi all’inferno ma sta condannando all’infelicità e al bisogno migliaia di innocenti che non chiederebbero di meglio che lavorare in pace senza essere aizzati in maniera assurda contro coloro che sono i soli ad avere le competenze per tirarli fuori da questa palude…».

Mariella: «Senti un po’. Prete o non prete la morale così da te non me la faccio fare, per telefono, Se hai coraggio vieni qua che ti spacchiamo la faccia a sprangate, pirla. Questo paese qui, questo paese là, e i migliaia di innocenti. Se sono dei deficienti, che si fanno fregare le braghe da addosso, i tuoi innocenti per me possono anche andare a cagare…».

Quarto ascoltatore: «Stai condannando non solo te, ma tutta questa povera e martoriata regione all’odio cieco e all’ignoranza…».

Mariella: «STOP! Prete, hai rotto il cazzo. Vai a cagare tu e tutta la tua genia. In quanto alla gara decido io e basta con ‘ste telefonate del menga. Si bastona il secondo, lì, il semiufologo, il Rossi. Mi sta furentemente sul culo. Per me possiamo anche bastonarlo a morte, e ricordo che chi vuole vedersi il video dell’esecuzione può scaricarselo in streaming dal nostro sito Radiotelebassabrianza.it a un costo piccino piccino. Hai niente da dire, Rossi, che hai perso?».

Rossi: «Non ho perso io, avete perso voi…».

Mariella: «Ahahahahahahaha! Questa è stupenda! Come ti viene in mente, Cocco? Sei bello e che morto e ti metti a fare il ganassa…».

Rossi: «No, siete belli e che morti anche voi. Praticamente sono imbottito di esplosivo ad alto potenziale. Ne ho addosso una cinquantina di chili, e fra qualche istante mi farò esplodere insieme ai vostri studi. Mi spiace per il povero Giuseppucci che non ha colpe, ma tanto vivere così non vale la pena. Basta umiliazioni! Abbasso i cafoni ignoranti e cretini! Viva la libertà di pensiero e di parola!».

Mariella: «Ahahahaahaha! Che ultime parole famose del cazzo! Ti ci voglio proprio vedere a farti saltare in aria per una motivazione così scema!».

E un’enorme esplosione interruppe la trasmissione.

Libri dello stesso autore:    giovanni medioli Come distruggere il mondo

 

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