La sorpresa

Di Grazia Gironella

“Caro Babbo Natale, quest’anno sono stata molto buona. Puoi per favore mandarmi un fratello nuovo? Quello che ho non mi piace più.”
Gliel’ho scritto anche l’anno scorso, ma non ha mica funzionato. Forse la lettera si è persa. Forse le renne se la sono mangiata.
Tommi è diventato antipatico con me. Non come prima, quando mi prendeva in braccio e mi spettinava tutta e mi chiamava scricciolo. La mamma dice che è perché sta diventando grande, ma per me è solo più cattivo. Non mi vuole nella sua stanza e mi dice sempre di stare zitta, anche quando non sta facendo niente di speciale e io gli voglio solo raccontare quello che è successo a scuola. Se poi mi avvicino quando ci sono i suoi amici, mi fa: “sparisci, sgorbio”, che io non so cosa vuole dire, ma si capisce che non è una bella cosa.
Allora ho chiesto alla mamma. Le mamme sanno sempre cosa fare. Quando lei e papà litigano, per un po’ se ne stanno zitti e arrabbiati, ma poi finisce sempre che sorridono e si baciano. Per questo sono andata da lei a chiedere come si fa a fare la pace.
La mamma era in cucina che leggeva dei fogli con la penna in mano. Le ho fatto la mia domanda – tre volte, perché non mi ascoltava tanto – e alla fine lei ha detto: “Per fare pace si parla di quello che ci ha fatti arrabbiare, oppure si fa una sorpresa per farsi perdonare.”
Così ha detto. Ma io non sono tanto sicura che mi devo far perdonare, e poi come ci parlo con Tommi, se non mi vuole neanche vedere? E come faccio a fargli una sorpresa, io che sono piccola e non ho i soldi e non so come si fanno le cose?
La mamma ha sventolato la mano in aria come quando caccia via le mosche, poi ha detto: “I piccoli fanno sorprese piccole. Basta metterci il cuore.”
Ci ho pensato tutto il giorno. Ho cercato negli armadi e nei cassetti e nelle scatole una sorpresa abbastanza piccola per me, e alla fine l’ho trovata, anzi, ne ho trovate tante: cento sorpresine colorate per fare pace con Tommi. Le ho messe sulle lenzuola, tutte in fila, con il cuore, come diceva la mamma. Saranno davvero una sorpresa, perché Tommi torna tardi e va a letto senza accendere la luce, io lo so. Come le chiama papà? Ah sì, puntine. Puntine da disegno.
Lo sapevo che bastava chiedere alla mamma. Lei sa sempre cosa fare, è anche meglio di Babbo Natale.
Peccato però che sono piccola. A Tommi se ero grande gli facevo una sorpresona.

 

Dello stesso autore:    Tarja dei lupi    Per scrivere bisogna sporcarsi le mani     Grazia Gironella - Due vite possono bastare

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