Le insolite lettere

Di Roberto Alba

Prima lettera

Mittente:

Maria Rosetti – Via Tre Grazie, 27

09100 Cagliari (CA)

 

Destinatario:

Pasqualina Stera – C. Umberto, 213 – Int. 1

08100 Nuoro (NU)

 

 

Cagliari , 24 gennaio 2009

 

Cara nonna Lina, la promessa che ho fatto mi costringe a spedirti la prima delle tre lettere della “vita”, così le hai chiamate: “Quando ti capita qualcosa di straordinariamente insolito scrivimi…”, hai suggerito. Come vedi, non mi tiro indietro, perché so che tutto ha un senso, anche se, ora, non riesco a ricordarlo.

La storia con Francesco si è conclusa oggi. Ho il divorzio e sono felice… sì, felice. Ho fatto come hai suggerito: ho ceduto sui figli, sulla casa… su tutto. Forse dovevo tenergli testa, ma sono stanca e delusa; non voglio più sentire l’ansia che mi soffoca l’anima e le continue prediche di mia madre. Voglio riposare, stare sola e ricominciare… sì, ricominciare. Non so come: Luca e Daniela sono piccoli e io mi sento vecchia. La trattoria non va, dovrei investire tutta me stessa,  ma non ho più le forze, penso a tutto tranne che al mio lavoro. Mi dici sempre “Non disperare c’è una ragione a tutto”… sento che mi aspettano giorni ancora più duri, e tu mi manchi.

Ho rivisto Marco, abbiamo preso un caffè e mi ha fatto un regalo: un portachiavi con una piccola farfalla. Dice che è un simbolo di libertà. Ma libera da chi, da cosa? La mia vita è una prigione, e le catene sono i mie pensieri che non riesco a sciogliere: non te l’ho mai confessato… amo ancora Francesco… So che l’hai sempre saputo… Sono una sciocca, lo so, è troppo grande il male che mi ha fatto. Lui e… Margherita.

Ti lascio, preparo i bimbi, oggi e sabato, stanno con lui… con lei.

 

Con affetto

Maria

Seconda lettera

Cagliari, 19 aprile 2009

 

Cara nonna Lina, sono passati quasi tre mesi dalla prima lettera che ti ho spedito, e non so se quello che devo raccontarti adesso fa parte delle cose straordinariamente insolite che mi obbligano a scriverti.

Ieri, Francesco non è passato per prendere i bambini. Questa mattina ha chiamato… Margherita, piangeva… non so perché ma ho cercato di tranquillizzarla, e sono corsa in ospedale. Francesco è in rianimazione. I medici dicono che ha avuto un’emorragia cerebrale. Ho spiegato ai bambini che il loro papà per un po’ non potrà vederli. Daniela voleva chiamarlo e parlargli… le ho dovuto dire la verità: si è chiusa in camera e non vuole mangiare. Luca è ancora troppo piccolo per capire… sì, capire.

Io non so cosa ci sia di tanto straordinario negli eventi che si presentano così inaspettati, e che tu vuoi conoscere, forse, se aggiungo che mentre facevo ritorno a casa sono passata con il rosso e mi hanno tolto cinque punti dalla patente, perché la mia testa viaggiava lontano, allora tutto può avere un senso? Quale? Nonna, qual è il mio destino? La trattoria proprio non va. Marco si è offerto di aiutarmi: domani mattina accompagneremo i bambini a scuola, e mi darà una mano per far la spesa al mercato. È gentile, ma gli ho spiegato che è solo un amico. Non credo abbia capito.

Sono stanca, e sono stanca di ripeterlo a me stessa. Vorrei cambiare ogni cosa, sapessi solo da dove iniziare…

 

Ti abbraccio forte, aiutami

Maria

 

Terza lettera

Cagliari, 12 settembre 2009

 

Cara nonna, adesso ricordo e capisco cosa intendevi per fatti che mi accadono straordinariamente insoliti.

Le prime due lettere che ti ho inviato sono tornate indietro: destinatario sconosciuto.

I bambini dormono, oggi hanno visto il papà: Daniela non smetteva di accarezzarlo; Luca mi ha chiesto: “Perché dorme sempre?”.

Io sono qui, in camera da pranzo, che scrivo sullo scrittoio che mi hai regalato tu, sui fogli che hanno ancora il tuo profumo, con la penna dei tuoi racconti. Vorrei urlare di felicità, ma ho paura di svegliare tutto il palazzo e non solo.

Francesco, come avrai capito, non si è ripreso, e lei, Margherita, gli sta sempre accanto. Forse sono io che non sono riuscita a fargli capire quanto era assoluto il mio amore… non mi avrebbe mai lasciato… sì, lasciato. Margherita mi ha spiegato che ha bisogno di cure costose e che c’è un centro in Svizzera all’avanguardia. Domani le dico che ci penso io, di non preoccuparsi.

Marco è sempre così gentile e premuroso che… gli ho dato un bacio. Non so perché, e non so cosa adesso pensi di noi due. Domani mi faccio accompagnare da te. Vengo a trovarti.

Io non credo in Dio, ma tu stai in paradiso. Sei sempre stata unica, mi hai sempre coccolata e difesa: mi ricordo quando ero piccola e scappavo per paura delle botte di mamma, mi nascondevi sotto il lavello, in cucina, dietro le tendine con i fiori rossi… e poi mi abbracciavi.

Non riesco a credere di essere diventata spudoratamente ricca. Ho vinto al superenalotto. Non so cosa farò con tutti questi soldi, sono troppi. Aiuto!

Grazie del sogno, nonna, e delle tue parole.

Ti porto le rose rosa color corallo, le tue preferite, per la tua pace e tranquillità. Farò una cappella e riposerai insieme al nonno, perché so che ci tenevi tanto.

 

Ti stringo forte, per sempre

La tua piccola Maria

 

Dello stesso autore:    roberto alba La spiaggia delle anime    roberto alba L'ultima spiaggia delle anime ebook

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