Adesso arriva la ragazza

di Carlo Deffenu

Monica tremava ancora quando lavò le forbici sotto il getto dell’acqua nel lavandino del bagno. Il sangue scorreva lungo le dita diluito in un rosa pallido e spariva in un rapido vortice nel buco dello scarico con uno strano risucchio, simile al suono di una gola catarrosa che cerca di prendere aria. Le lampadine intorno allo specchio illuminavano una donna in sottoveste, con i capelli incollati alla testa e il volto stravolto dal dolore. Piccole macchie rosse costellavano le braccia e la pelle del viso, germogliando come corolle sulla seta della sottoveste. Read the rest of this entry »


L’estate infinita

Di Carlo Deffenu
I solchi di terra si spaccano sotto i raggi del sole come una fragile pelle, ferita e indurita da sette anni di terribile siccità. La pioggia è un lontano ricordo che puoi risvegliare soltanto con i racconti degli adulti, con i film che vedi in televisione e con le foto conservate nei cassetti delle case, gelosamente custodite come importanti testimonianze di un tempo che non esiste più.  I bambini nati dopo la siccità non sanno neanche cosa voglia dire la parola “pioggia”. Read the rest of this entry »

Umbè

di Carlo Deffenu

Le valigie si preparano sempre per andare da qualche parte. Si scelgono con cura le cose da infilarci dentro: vestiti, scarpe, libri, dentifricio, spazzolino, ciabatte. Io cerco sempre di non dimenticarmi le ciabatte. È terribile scoprire di averle lasciate sotto il letto quando ti ritrovi in una stanza sconosciuta e non sai dove mettere i piedi.

Avete mai provato a uscire da una doccia e a infilare i piedi direttamente nelle scarpe? La sensazione che si prova è di straniamento. Come se una mano ti prendesse per i capelli e ti tirasse via dalla tua quotidianità. Read the rest of this entry »


E la luce entrò in me

di Carlo Deffenu

Il mio nome è Milton Bale.

Ho 48 anni e sono un uomo cattivo.

Lo Stato mi accusa di aver ucciso mia moglie Henriette.

L’ho picchiata, è vero. L’ho fatto per ragioni stupide.

Ora che tutto è andato a farsi benedire me ne pento, ma non si può tornare indietro.

Non si può quasi mai.

Era una brava moglie la mia Henriette. Read the rest of this entry »