Lui, lei

di Catherine Cipolat

   L’aveva sempre tradita con gioia. O meglio con una certa distrazione, dimenticandola quasi completamente mentre infilzava da dietro l’operaia, la segretaria, la donna delle pulizie di turno china sul tavolo della direzione. Sollevava le gonne o tirava giù i pantaloni con le mutande mormorando: “Puttana, piegati!”. Apriva gli occhi perché lo eccitava non vederle in faccia, lo eccitava la perpendicolarità del cazzo rispetto al culo sollevato. Si aggrappava ai fianchi, conficcava le dita nel grasso, affondava, piegando il collo all’indietro quando l’orgasmo lo scuoteva. La vera gioia veniva dopo.

   Chiudeva la porta dell’ufficio e salutava la guardia notturna che rispondeva toccandosi il berretto con un’occhiata di complicità. Gettava, salendo in macchina, un ultimo sguardo alla fabbrica che scintillava nell’oscurità. Sorridendo accendeva il motore, si fregava le mani sulle cosce robuste, sentiva i muscoli tesi e anche la soddisfazione di essere uno con il quale le donne facevano poche storie. Read the rest of this entry »

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Pietra madida, dado insanguinato, disco rovente

Di Catherine Cipolat

Pietra Madida PDF

Sono una che va di fretta. Qualunque cosa faccio, la faccio sempre in fretta. È un’abitudine che può essere buona o cattiva, può essere positiva o negativa e non la si può veramente giudicare o condannare. C’è chi ha il diritto di andare lentamente, si offre il lusso di scendere le scale al rallentatore e poi ci sono io che mi precipito, come se fosse molto tardi. È normale sbrigarsi se non ti sei preparata in tempo per un appuntamento. Qualcuno ti aspetta, sta guardando l’orologio, è forse sul punto di andarsene e tu sei ancora lì a cercare di vedere allo specchio se quel girello che hai dietro la testa è stato domato. Oppure all’ultimo momento hai deciso di pulire con l’aspirapolvere e hai perso di vista le lancette dell’orologio. Read the rest of this entry »


Saturnino, gratta e vinci!

Di Catherine Cipolat

Saturnino PDF

Il diavolo sta sulle autostrade e nelle discoteche, certo. Ma quelli sono luoghi di perdizione. Capita che il diavolo stia anche negli uffici pubblici, davanti ai distributori del caffè ed è proprio quando prende sembianze anonime che irrompe con più violenza.

Con questo pensiero si era svegliato, aveva acceso la radio ma non la luce perché bastava il lampione della strada per rischiarare la minuscola cucina. Era in pigiama, seduto su un alto sgabello da bar, le ginocchia divaricate premevano contro lo sportello della lavastoviglie. Su una tovaglietta a scacchi fumava una grande tazza di caffellatte dove si stavano sciogliendo due cucchiaini di miele; accanto aveva disposto i biscotti rotondi in un’alta pila un po’ sbilenca. Read the rest of this entry »


Chiamarsi Gabriele

Di Catherine Cipolat

Chiamarsi Gabriele PDF

Quella che scende dall’Intercity Pescara Milano delle ore quindici e venticinque è una femmina di quasi diciassette anni, la faccia slavata, pendenti chiassosi appesi alle orecchie, capelli crespi, lo smalto rosa scuro mangiucchiato e i tacchi troppo alti che la fanno inciampare sui gradini del treno. Trascina una valigia di media taglia. Rimane immobile al centro del marciapiede con gli occhi bassi, nell’attesa di qualcuno, come se le fosse stato raccomandato di non muoversi e di non accettare dolci dagli sconosciuti. Le caviglie appaiono gonfie, sul viso si notano macchie brune, appena più scure della pelle, i bottoni del capotto nero, in quella domenica di febbraio del 1980, non sono allacciati. Read the rest of this entry »