La nostra dolce signora del tango

di Giuseppe Marotta

    Ci sono parole che ti rimangono dentro, come le musiche, gli odori, i dolori. Ci sono ricordi che non ti lasciano più. Ci sono voci, ci sono volti, ci sono corpi che affiorano nella mente improvvisi, come i cartelloni pubblicitari sui cigli delle strade quando guidi veloce. E ci sono gesti che difficilmente scordi. Perché in fondo noi siamo le parole che diciamo, le musiche che ascoltiamo, gli odori che emaniamo. Noi siamo i dolori che proviamo, le voci che sussurriamo, siamo i volti che guardiamo, i corpi che abbracciamo. Noi siamo i gesti che facciamo e i ricordi che non dimentichiamo. Ed è per questo forse, che da un po’ di tempo mi scopro a pensarla. E quando accade, mi chiedo spesso: ma quanto tempo è trascorso dalla sua ultima corsa nelle nostre braccia? Quindici anni? O forse no. Forse quindici anni li avevamo noi, allora. E sì. Autunno 1980: è stato proprio in quell’anno che io e Gennaro l’abbiamo incontrata: la nostra dolce signora del tango.     Read the rest of this entry »