E addio mondo

Di Igor Cipollina

A volte penso che vorrei essere una mucca che osserva i treni passare, senza pensieri né intelligenza. Sempre a ruminare lenta, con lo sguardo liquido di chi non sa.

Certo che tira un’ariettina, quassù.

Io invece so, anche se spesso fingo di non capire e fisso un punto nel vuoto. Altrimenti dovrei appiccare il fuoco, oppure buttarmi di sotto. Quando si dice. Read the rest of this entry »


Mica facile

Di Igor Cipollina

Dicevano che era morto di lavoro, ché la fabbrica ne ammazza tanti ma la disperazione ne uccide di più. La fatica di cucire l’oggi al domani con il filo lento della rassegnazione, ché a cinquant’anni suonati, con la tegola del mutuo sulla testa e il peso della famiglia sulla groppa, la strada è tutta in salita. Mica facile. A cinquant’anni suonati sei troppo giovane per la pensione e troppo vecchio per riciclarti. Brutta parola, riciclarsi, come se fossimo rifiuti. E in quale contenitore lo butti un operaio senza più il suo posto al mondo? Nell’organico oppure nel secco? O magari nel vetro. Vite in frantumi. Forse nella plastica, tra le bottiglie schiacciate. Vuoti a perdere. Read the rest of this entry »