Affitto stagionale

di Stefano Olivieri

A Corrado Bardi la notte non piaceva, da sempre. Lui era nato di notte e da bambino la mamma gli aveva più volte ricordato come la sua nascita fosse stata difficoltosa per l’assenza dell’ostetrica. E poi c’era stata quella stupida zia Santina, che per starsene con il fidanzato a fare le schifezze, invece di raccontargli le favole quando i suoi erano a teatro gli aveva parlato dell’uomo nero, che di notte si andava a mangiare in giro per il paese i bambini ancora svegli. Ma il vero trauma era stato il terremoto di qualche anno prima. A Corrado in pochi secondi aveva ammazzato tutta la famiglia, lui salvo per miracolo grazie a due pareti che, crollando l’una verso l’altra, avevano fatto da capanna al suo letto. 

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Scorrimento veloce

Di Stefano Olivieri

Nicola sapeva dove andare perché  lo guidava il fumo, anche nel buio della notte.  Sopra di lui la massicciata della grande strada a scorrimento veloce era come una muraglia infinita che tagliava in due la valle, dalle montagne al mare. Sopra sfrecciavano le auto, Nicola non poteva vederle ma ne percepiva la potenza,  il riverbero dei fari, il ruggito feroce dei motori che si perdeva in lontananza. Quel rettilineo di otto chilometri era veloce e anche molto pericoloso, perché senza corsia di emergenza. Soltanto due piazzole di sosta, una a monte e l’altra giù a valle, appena prima dello svincolo a mare. Entrambe lontane da casa sua.
A ogni passaggio di auto una sferzata di vento caldo scendeva giù rotolando sul pietrisco, fino all’erba. E adesso la sua casa stava bruciando ma lui non poteva farci nulla. I suoi animali, le sue cose bruciavano per il fuoco acceso da quei cinque balordi.  Era impotente perché il sottopasso era presidiato da quei maledetti  e il suo telefonino era rimasto a casa. Quel tunnel  sotto la strada era il cordone ombelicale che univa  casa sua all’orto, nei pressi del torrente.  Nicola passava lì sotto quattro volte al giorno ma quella sera, al suo rientro, aveva trovato  il passaggio sbarrato. Read the rest of this entry »


Lo famo strano

Di Stefano Olivieri

«Ti hanno visto entrare?»

Mikael Sodo, the Body per i milioni di giovanissime fans sparse in tutto il globo, si affacciò cauto per controllare che il breve corridoio di accesso alla suite fosse deserto, poi fece entrare la donna richiudendo subito la porta.

Miranda Purple si guardò intorno, annotando ogni dettaglio della stanza. Il ragazzino doveva avere un gran bel pacco di grano  per permettersi tanto lusso. Lei, da giovane, era stata spesso in alberghi a cinque stelle, ma questo  li batteva tutti. Read the rest of this entry »