La stanza delle mele d’inverno

Di Roberto Alba

Si era alzata presto.

Sul tavolo della cucina c’era ancora il giornale del giorno prima.

Alitava sul vetro e guardava. Quei fiocchi rimanevano sospesi come le sue emozioni. Era la prima neve d’inverno.

La caffettiera sul fornello borbottava risvegliando i suoi pensieri.

Versò il caffè nella tazzina e distratta ne rovesciò un po’ nel lavello. Ma non si preoccupò di questo. Da quella stanza non sentiva più alcun rumore.

Ora provava un inquieto senso di libertà. Read the rest of this entry »

Advertisements

Le insolite lettere

Di Roberto Alba

Prima lettera

Mittente:

Maria Rosetti – Via Tre Grazie, 27

09100 Cagliari (CA)

 

Destinatario:

Pasqualina Stera – C. Umberto, 213 – Int. 1

08100 Nuoro (NU)

Read the rest of this entry »


Riflessioni in attesa di suicidio

Di Roberto Alba

Mi devo ammazzare.

Devo solo trovare il modo di organizzare la cosa.

Mi accendo l’ultima sigaretta. Ho pensato a diverse soluzioni:

1)       Sotto un treno.

Troppo plateale e poi creerei  problemi agli ignari viaggiatori. E se incrocio una vecchietta che soffre di cuore e ci rimette la pelle per un infarto? Ci sono anche altre questioni non trascurabili. Mi devono ricomporre. Sarò fatto a pezzi, irriconoscibile. Read the rest of this entry »


L’ombra del maligno

Di Roberto Alba

L’ombra è come l’anima, non ci fai caso, ma c’è, sempre; solo quando sei rinchiuso dentro una cassa, sotto due metri di terra, puoi avere il dubbio di averla persa. E questo, per Tulin Grete, il falegname, poteva essere l’ultimo dei problemi.

 ***

 «Diavolo di un sorcio immondo!» esclamò padre Joseph, scacciando con una pedata un ratto che attraversava la sacrestia: lo prese in pieno facendolo ruzzolare oltre la porta socchiusa dell’ingresso. Con un fazzoletto si asciugò la fronte, sudava. Prese una sedia e l’accostò alla parete in pietra. Vi salì sopra, e con fatica, vista l’età, cercò di raggiungere la finestrella che dava sul cortile dell’oratorio. Tese il braccio. La pioggia filtrava pungente. Sentiva le gocce trafiggergli la mano e il viso vizzo, come fossero lame fredde di una giustizia divina chiamata dai suoi peccati; socchiuse gli occhi e fece l’ultimo sforzo: trasse il battente a sè sigillando l’ambiente dall’acqua e dal fragore dei tuoni. Read the rest of this entry »


La collana di corallo rosso

Di Roberto Alba

Teneva stretta la mano della sorellina mentre camminavano lungo la spiaggia, sotto la grande torre.

L’estate era passata veloce come le altre, anche se quell’anno avrebbero fatto volentieri a meno del mare, del sole e di tutto il resto.

Erano le cinque del pomeriggio di uno degli ultimi giorni di vacanza di un insolito mese di settembre. Il cielo era viola melanzana e odorava di pioggia salata.

«È qui che hai perso la collana?», le chiese con tono autoritario.

La piccola Francesca non rispose. Con gli occhi gonfi scosse la testa facendo ondeggiare la coda di capelli stretta da un nastro giallo a rappresentare un “no” di cui non era sicura. Read the rest of this entry »


Il destino della felicità

Di Roberto Alba

Nella fucina di Gairo – un isolato villaggio aggrappato al monte Trunconi, nella valle della terra che scorre – un pezzo di metallo, sopra un’incudine, schizzava scie di stelle roventi; come polvere d’oro, brillavano verso le travi di legno del soffitto e sul grembiule di Giovanni. Ardevano per pochi istanti per poi spegnersi e cadere senza vita. I colpi del pesante martello scandivano il tempo circolare di quel mondo antico, forgiando il destino inesorabile di quel corpo incandescente: un ferro di cavallo per la vecchia giumenta de sa coga Mariuccia, fattucchiera per le anime dei vivi e per quelle dei quasi morti, i babbaieca.

Tenendo strette le pinze, Giovanni immerse il ferro lavorato in una tinozza d’acqua. Una densa nube di vapore si sprigionò con uno stridio improvviso. Il giovane indietreggiò, attese qualche istante e sollevò lo sguardo verso l’ingresso della bottega. Il fratello Peppino gli stava accanto: spingeva con una leva il soffione per ravvivare le braci della forgia. Anche lui si bloccò e guardò nella stessa direzione. Read the rest of this entry »


Oscar?

Di Roberto Alba

Ha poco senso svelarvi il mio nome!
Ho accettato un lavoro banale per una quantità incredibile di soldi, non che li abbiano dati a me: mi sono assicurato che arrivassero puntuali sul conto di mia moglie.
Oggi è il primo giorno. Ieri, dopo la visita, mi hanno fatto i complimenti: ho un fisico niente male e un cervello da primo della classe: quoziente di intelligenza superiore alla media: 98.
A dire il vero non mi ero mai reso conto di essere cosi dotato!
Eccola arriva. Lei è la dottoressa Holman; l’altro giorno mi ha fatto un sacco di domande. Una bella donna, ma prende alle palle con la sua risatina isterica. Mi auguro si sia lavata i denti, ieri aveva un alito… chissà cosa mangia! Speriamo bene! Read the rest of this entry »