Un intruso a Casalbano

Di Grazia Gironella

Pomeriggio di pioggia senza genitori tra i piedi, zero compiti per domani e la play già calda: il paradiso deve essere così.
Sono giorni che pregusto questo momento. Sul tavolino ho una coca e un sacchetto di patatine, in caso qualche stupido istinto animale arrivi a intralciare il mio pomeriggio perfetto. È tutto pronto.
Mi butto sul divano e aspetto che il gioco si carichi. Questione di un minuto, non di più; ma in questo striminzito minuto la mia mente riesce a perdersi dietro i pensieri portati da questo giorno di calendario.
Ventiquattro dicembre. Sono cinque anni esatti da quando Remo se n’è andato. Read the rest of this entry »


Al tudasc

Di Grazia Gironella


Diluvia.
Diluvia e Pado non arriva, accidenti a lui.
Vorrei avere chiamato un altro al suo posto, ma gli amici non sono tutti uguali: certi sono adatti ai discorsi intelligenti, altri ai vagabondaggi insulsi, altri alle bravate-con-possibili-conseguenze, proprio come questa. Pado nella categoria degli amici ci rientra giusto di striscio, ma quanto a bravate non lo batte nessuno; e siccome io sono un ragazzo serio e non frequento cattive compagnie, lui è l’unico cui potessi proporre questa visita sull’orlo dell’illegalità. Read the rest of this entry »


La sorpresa

Di Grazia Gironella

“Caro Babbo Natale, quest’anno sono stata molto buona. Puoi per favore mandarmi un fratello nuovo? Quello che ho non mi piace più.”
Gliel’ho scritto anche l’anno scorso, ma non ha mica funzionato. Forse la lettera si è persa. Forse le renne se la sono mangiata.
Tommi è diventato antipatico con me. Non come prima, quando mi prendeva in braccio e mi spettinava tutta e mi chiamava scricciolo. Read the rest of this entry »


L’ultimo viaggio

Di  Grazia Gironella
Il sentiero scendeva dritto verso la conca boscosa, quasi invisibile dalla strada. Non fosse stato per Teo e per il ritmo lento che la sua passeggiata imponeva, forse Simone sarebbe passato oltre senza notarlo; invece si era lasciato invogliare da quella deviazione che gli stava rubando troppo tempo.
«Teo, andiamo! È ora di tornare. Teo!»
L’esasperazione crescente nei suoi richiami non sortì grossi effetti: il segugio si voltò un istante a guardare il padrone e subito ripartì al trotto, zigzagando con il naso a terra. Read the rest of this entry »


La scelta di Oyun

Di Grazia Gironella

La steppa era azzurra di brina sotto i raggi del pallido sole che stava varcando l’orizzonte. Oyun rabbrividì nel cappotto di montone, osservando i fratelli che scaldavano i loro cavalli per l’allenamento.
Mancavano solo pochi giorni al naadam e ancora non aveva scelto a quali gare partecipare. Eppure partecipare doveva, su questo non c’erano dubbi. A quindici anni si era quasi pronti per il matrimonio, lo aveva schernito suo padre; voleva forse crearsi una famiglia senza nemmeno avere dimostrato di che pasta era fatto? Perciò doveva scegliere tra lotta, equitazione e tiro con l’arco. Il pensiero che anche Medgui e Chuluun avrebbero partecipato gli faceva contrarre lo stomaco per la tensione. Una volta vinto qualche premio, la vittoria si sarebbe trasformata in orgoglio e l’orgoglio in voglia di tormentare chi ai premi nemmeno si era avvicinato. Read the rest of this entry »


La partita

Di Grazia Gironella

La scacchiera è già al centro del tappeto, con i pezzi ben disposti sulle loro caselle. Dalla finestra socchiusa si insinuano le mille voci del traffico.
«Non tocca a me il nero» dico, come ogni volta.
«Si, invece» fa Caterina, accarezzando i suoi pedoni bianchi come se fossero un piccolo esercito del bene. Read the rest of this entry »