Minnie e Mickey: un lungometraggio animato in tre atti

di Susanna Raule

Chiamiamoli Minnie e Mickey, anche se non sono americani e non sono cartoni animati. Per niente. Minnie e Mickey vivono in una città che chiameremo Topolinia, anche se non la è. A Topolinia, per farvi capire, la gente non ha grandi orecchie nere bidimensionali e la continuazione della specie non si basa solo su saldi rapporti di parentela tra zii e nipoti. Inoltre, Minnie e Mickey non sono fidanzatini storici. Sono sposati e hanno tre figli adolescenti.

Mickey non fa l’investigatore e Minnie non va in giro con i mutandoni in bella vista.

In realtà. Minnie e Mickey non se la passano tanto bene. Tre figli sono parecchi, fuori dai cartoni animati, e i soldi scarseggiano. Read the rest of this entry »

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E addio mondo

Di Igor Cipollina

A volte penso che vorrei essere una mucca che osserva i treni passare, senza pensieri né intelligenza. Sempre a ruminare lenta, con lo sguardo liquido di chi non sa.

Certo che tira un’ariettina, quassù.

Io invece so, anche se spesso fingo di non capire e fisso un punto nel vuoto. Altrimenti dovrei appiccare il fuoco, oppure buttarmi di sotto. Quando si dice. Read the rest of this entry »


La danza della camicia di forza

Di Simone Carabba

«Lasciatemi in pace, andate via!»

Il pazzo si dimena guardando tutti gli angoli alti dei muri.

«Non sono pazzo…io, li sento i vostri occhi che mi guardano. So che tendete le orecchie per captare i miei segreti. Sono tutti chiusi dentro l’anima. Li volete vedere?»

L’uomo apre la bocca e la tiene spalancata per mostrarla ad un ipotetica telecamera, come per far intendere che l’anima sia contenuta nello stomaco.

«Quando arriveranno le formiche a portarmi via, ve ne accorgerete. Ma io sono furbo, i segreti li tengo qui, attaccati al palato e, se volete rubarmeli, li faccio sciogliere sotto la lingua…i segreti!» Read the rest of this entry »


Un intruso a Casalbano

Di Grazia Gironella

Pomeriggio di pioggia senza genitori tra i piedi, zero compiti per domani e la play già calda: il paradiso deve essere così.
Sono giorni che pregusto questo momento. Sul tavolino ho una coca e un sacchetto di patatine, in caso qualche stupido istinto animale arrivi a intralciare il mio pomeriggio perfetto. È tutto pronto.
Mi butto sul divano e aspetto che il gioco si carichi. Questione di un minuto, non di più; ma in questo striminzito minuto la mia mente riesce a perdersi dietro i pensieri portati da questo giorno di calendario.
Ventiquattro dicembre. Sono cinque anni esatti da quando Remo se n’è andato. Read the rest of this entry »


La stanza delle mele d’inverno

Di Roberto Alba

Si era alzata presto.

Sul tavolo della cucina c’era ancora il giornale del giorno prima.

Alitava sul vetro e guardava. Quei fiocchi rimanevano sospesi come le sue emozioni. Era la prima neve d’inverno.

La caffettiera sul fornello borbottava risvegliando i suoi pensieri.

Versò il caffè nella tazzina e distratta ne rovesciò un po’ nel lavello. Ma non si preoccupò di questo. Da quella stanza non sentiva più alcun rumore.

Ora provava un inquieto senso di libertà. Read the rest of this entry »


Le insolite lettere

Di Roberto Alba

Prima lettera

Mittente:

Maria Rosetti – Via Tre Grazie, 27

09100 Cagliari (CA)

 

Destinatario:

Pasqualina Stera – C. Umberto, 213 – Int. 1

08100 Nuoro (NU)

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Riflessioni in attesa di suicidio

Di Roberto Alba

Mi devo ammazzare.

Devo solo trovare il modo di organizzare la cosa.

Mi accendo l’ultima sigaretta. Ho pensato a diverse soluzioni:

1)       Sotto un treno.

Troppo plateale e poi creerei  problemi agli ignari viaggiatori. E se incrocio una vecchietta che soffre di cuore e ci rimette la pelle per un infarto? Ci sono anche altre questioni non trascurabili. Mi devono ricomporre. Sarò fatto a pezzi, irriconoscibile. Read the rest of this entry »