Felice decrescita!

di Giovanni Medioli

2037, da qualche parte sulle colline. È ottobre e non fa ancora così freddo, però neanche caldo. Gino, Giano e Giòn stanno stravaccati intorno a un fuoco stentato di stecchi fuori dalla loro baracca passandosi una bottiglia di bumba. Gino è quello un po’ più vecchio e in carne (sarebbe grasso, se ancora si potesse) con la felpa grigia col cappuccio da chierico informatico. Giano è quello con l’aria da scemo, lungo lungo e magro come uno stecco, gli occhi azzurri acquosi e il mento sfuggente, i capelli rossicci tagliati male sparati verso l’alto, una vecchia felpa degli Slipknot slavata di tre taglie più grande. Giòn è quello biondo, con la barba, il berretto da boscaiolo e la camicia a scacchi: sembrerebbe quello meno a disagio, meno sporchiccio. Peccato per quella gamba di legno… Read the rest of this entry »