L’estate infinita

Di Carlo Deffenu
I solchi di terra si spaccano sotto i raggi del sole come una fragile pelle, ferita e indurita da sette anni di terribile siccità. La pioggia è un lontano ricordo che puoi risvegliare soltanto con i racconti degli adulti, con i film che vedi in televisione e con le foto conservate nei cassetti delle case, gelosamente custodite come importanti testimonianze di un tempo che non esiste più.  I bambini nati dopo la siccità non sanno neanche cosa voglia dire la parola “pioggia”. Read the rest of this entry »
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Sherlock Holmes e gli insoliti sospetti

Di Susanna Raule

Il mio amico Sherlock Holmes e io abitavamo nel ventunesimo secolo da ormai cinque anni quando sulla mia scrivania fu letteralmente lanciata una busta color crema dall’aspetto insolitamente opulento.

Era stata scagliata, naturalmente, da Holmes stesso, in uno dei suoi momenti temperamentali.
«Prossimamente mi chiederanno di danzare con un tutù, Watson!» sbottò, irritato, passeggiando avanti e indietro per il nostro appartamento di Spitalfields. Il suo umore, negli ultimi giorni, era andato peggiorando progressivamente, come sempre nei periodi di inattività. «Guardi questa busta e mi dica se non hanno raggiunto il limite massimo del ridicolo!» Read the rest of this entry »


Felice decrescita!

di Giovanni Medioli

2037, da qualche parte sulle colline. È ottobre e non fa ancora così freddo, però neanche caldo. Gino, Giano e Giòn stanno stravaccati intorno a un fuoco stentato di stecchi fuori dalla loro baracca passandosi una bottiglia di bumba. Gino è quello un po’ più vecchio e in carne (sarebbe grasso, se ancora si potesse) con la felpa grigia col cappuccio da chierico informatico. Giano è quello con l’aria da scemo, lungo lungo e magro come uno stecco, gli occhi azzurri acquosi e il mento sfuggente, i capelli rossicci tagliati male sparati verso l’alto, una vecchia felpa degli Slipknot slavata di tre taglie più grande. Giòn è quello biondo, con la barba, il berretto da boscaiolo e la camicia a scacchi: sembrerebbe quello meno a disagio, meno sporchiccio. Peccato per quella gamba di legno… Read the rest of this entry »


Modelli di sviluppo

Di Giovanni Medioli

1-      2020

Azzurro Metallizzato               

APANSAONLINE- xx marzo 2020. Al via il salone auto di Ginevra, 19 nuovi modelli di PEV.

Al via stamattina il più importante appuntamento mondiale dell’anno (e forse della storia) per l’automobile. Dopo le recenti leggi che hanno bandito dalla maggior parte delle strade europee le auto a benzina e diesel e i veicoli per uso trasporto persone privato con una superficie superiore a due metri quadrati, tutte le case automobilistiche sopravvissute alla crisi energetico/ecologica del 2018 (19 quelle presenti al salone, assente solo la nord coreana Sole che sorge) hanno puntato su nuovi modelli di PEV (Personal Ecological Vehicle) coerenti con le normative restrittive adottate nella maggior parte del mondo sviluppato. I PEV sono dotati di motori elettrici o ibridi elettrici/metano/idrogeno a bassa potenza ed emissioni ridottissime. Che i modelli siano a sei, quattro, tre o due ruote, tutti occupano una minima superficie su strada. Dunque auto individuali a sviluppo verticale o al massimo con la possibilità di trasportare un passeggero (o in alternativa un bagaglio ridotto) oltre all’autista, a cui comunque viene richiesto sempre meno impegno personale per guidare. I PEV, infatti, sono integrati con sempre più sofisticati sistemi di sicurezza e di autoguida computerizzata oltre che collegati a un centro satellitare di navigazione precisissimo che, almeno in Europa, fa parte della rete di gestione dei flussi di traffico in grado di stabilire non solo i percorsi ottimali per arrivare da un punto all’altro di una città o da una città all’altra ma anche la tollerabilità dei livelli di emissione, l’accessibilità di una meta e il livello di priorità per cui si intraprende uno spostamento. A fianco dei PEV saranno esposti al salone i MEV (Multiple Ecological Veichle), veicoli per il trasporto di persone (minuibus e taxi), sempre più spesso ottimizzati per guida automatica senza operatore a bordo e i TEV (Transport Ecological Veichle) per il trasporto di cose, che nel 90% dei casi devono rispondere a normative che vietano espressamente la presenza di un operatore umano a bordo. È evidente che i nuovi veicoli, che stanno rapidamente sostituendo il vecchio parco vetture delle famiglie e delle imprese, richiedono un sistema di gestione del traffico che non è più sostenibile a livello municipale, ma che tende ad avere due gradi di controllo: regionale e continentale. Una questione politica e diplomatica complessa di cui si discuterà giovedì prossimo, sempre a Ginevra, nella riunione congiunta G 20, Ue, Nafta e Bafta che si terrà in proposito. (rpolint) Read the rest of this entry »