L’evoluzione degli algoritmi

di Maria Lidia Petrulli

Rumore, i mezzi sfrecciano, le persone sfrecciano senza rendersi conto dell’assurda  velocità con cui vivono: non vivono, consumano senza conoscere quel che stanno consumando; velocità che porta all’indifferenza, non c’è più tempo per prestare attenzione, a niente.

Nicole osservava dalla finestra il prodotto ultimo della tecnologia, la velocizzazione della vita.

“Più in fretta si vive,” pensò, “più in fretta si muore, è un assioma scontato.”

Le sue elucubrazioni mentali vennero interrotte dallo squillo del telefono.

“Da quando questa storia mi assilla, sono di umore nero.”

«Ciao, Nicole, volevo chiederti se hai bisogno di altro materiale per l’articolo.»

«Ciao Maurice; no, grazie, se volessi spulciare tutti i giornali che ho accumulato e soffermarmi su ogni stranezza e coincidenza che sto notando, mi occorrerebbero mesi; se riesco a trovare un minimo di logica fra alcuni collegamenti che ho fatto, ne verrà fuori un pezzo niente male.»

Dall’altro capo del telefono, Maurice ridacchiò: «Sei la nostra “giornalista detective”! Read the rest of this entry »

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Il puzzle scomposto

Di Maria Lidia Petrulli

È notte fonda e l’oscurità totale, non una stella o una fottuta luna a illuminare quest’inferno di tenebra.

Si gela. Un freddo contro cui le coperte non possono proteggermi.

Restano fuori solo gli occhi, la punta del naso e due dita per scrivere, forse le ultime parole della mia vita.

Ho paura. Non sono certo di sopravvivere sino all’alba di domani.

In questo momento sento che la mia vita è appesa al filo dell’incertezza: credo di non avere scampo; vorrei essere un pazzo visionario ma temo di non esserlo affatto.

Ho visto cose inenarrabili, vorrei fossero un parto della mia fantasia e immagino l’anfratto dove mi sono nascosto come un baluardo che possa proteggermi. Ma non può. Nessuno può proteggermi dalla verità.

Loro sono lì fuori; mi danno la caccia e io sono terrorizzato come un animale braccato. Si avvicinano, devo… Read the rest of this entry »