Il diavolo e le mura

di Giovanni Medioli

Don Mario stava meditando in preghiera nel raccoglimento della chiesa vuota. Più precisamente stava ringraziando Dio che i suoi compaesani avessero voluto inserire la chiesa nel compound fortificato del paese. Mica per altro, ma le case che erano rimaste fuori dalle mura di cemento rinforzate con su i cavalli di frisia elettrificati erano state già attaccate e spogliate, la gente divorata… E si parlava di case a due, trecento metri da lì! La sera prima erano come sempre, con i loro abitanti allegri e operosi. La mattina erano vuote e sventrate come gusci d’uovo rotti e abbandonati dopo una frittata. E mala tempora currunt mica basta a definire la situazione, perché qui i mala tempora – pensava fra sé don Mario – altro che correre, se ne stavano belli fermi, lì a scrutarti con un ghigno odioso: sembrava si fossero insediati armi e bagagli con tutte le intenzioni di rimanerci a lungo. Read the rest of this entry »

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Mica facile

Di Igor Cipollina

Dicevano che era morto di lavoro, ché la fabbrica ne ammazza tanti ma la disperazione ne uccide di più. La fatica di cucire l’oggi al domani con il filo lento della rassegnazione, ché a cinquant’anni suonati, con la tegola del mutuo sulla testa e il peso della famiglia sulla groppa, la strada è tutta in salita. Mica facile. A cinquant’anni suonati sei troppo giovane per la pensione e troppo vecchio per riciclarti. Brutta parola, riciclarsi, come se fossimo rifiuti. E in quale contenitore lo butti un operaio senza più il suo posto al mondo? Nell’organico oppure nel secco? O magari nel vetro. Vite in frantumi. Forse nella plastica, tra le bottiglie schiacciate. Vuoti a perdere. Read the rest of this entry »