Papà ha ripreso a viaggiare

Di Giovanni Fabbri

Vedi che non ha senso struggersi e dannarsi e sentirsi scoppiare di dolore.

Che non ha senso metterci l’anima, perché l’anima è così evanescente e leggera, così eterea da risultare efficace nell’intensità, quanto decisamente fallimentare nella perseveranza.

E vedi che non ha senso dibattersi in tutto questo fango, che non facciamo altro che sollevare schizzi e dare un pessimo spettacolo di noi. Sarebbe meglio sbarrare gli occhi, serrare i denti e lasciarsi avvolgere dalla melma, lasciare che ci ricoprisse fino ad affondare e rapidamente sparire. Read the rest of this entry »

Advertisements

Come coriandoli dal cielo

Di Maria Lidia Petrulli 

L’immagine di quella scrivania di fianco alla finestra è stata per anni il preludio di molti dejà vu.

Sul suo piano in noce scuro rosicchiato dai tarli, i giorni vi depositavano il loro fardello di eventi, speranze e sogni, gli stessi che sfilano ora davanti a me come fantasmi su una giostra.

Appollaiata sulla sedia, vi litigavo col numero otto e riempivo intere pagine coi suoi cerchi dispettosi, che non volevano saperne di starsene accostati come due gemelli; oppure mi incaponivo sul modo di risolvere addizioni e sottrazioni, sbriciolando la pazienza di mio nonno. Ricordo quando il suo pugno esasperato si abbatté sui quaderni sparsi, facendo schizzare l’inchiostro del calamaio sul muro bianco: un morbillo blu.

Per l’Epifania, tutti i miei giochi vi venivano sistemati sopra, e la mattina successiva correvo a vedere quale nuovo dono mi avesse portato la Befana, un pupazzetto, delle matite colorate o un libro pieno di figure; vedo ancora le mani che vi poggiano con sapiente ordine i miei piccoli tesori: la mano sempre piena di sorprese di mio nonno, quella premurosa di mia nonna e la mano farfalla. Non so a chi appartenga. Read the rest of this entry »