Carriera veloce

Di Susanna Raule // [Commissario Sensi #2]

Sulla sua prima scena del crimine c’erano due uomini che chiacchieravano tranquillamente, a braccia incrociate di fronte al cadavere.

Sasha era già arrabbiata perché ci aveva messo mezz’ora a trovare il posto e dieci minuti per parcheggiare. Non aveva ancora il contrassegno delle forze dell’ordine e quella città insulsa aveva un traffico peggiore di quello romano.

Le avevano detto che la chiamavano Spezia, senza “La”. Forse si nascondeva, voleva passare inosservata o era in incognito. Una città in incognito. Niente male. Read the rest of this entry »


Oscar?

Di Roberto Alba

Ha poco senso svelarvi il mio nome!
Ho accettato un lavoro banale per una quantità incredibile di soldi, non che li abbiano dati a me: mi sono assicurato che arrivassero puntuali sul conto di mia moglie.
Oggi è il primo giorno. Ieri, dopo la visita, mi hanno fatto i complimenti: ho un fisico niente male e un cervello da primo della classe: quoziente di intelligenza superiore alla media: 98.
A dire il vero non mi ero mai reso conto di essere cosi dotato!
Eccola arriva. Lei è la dottoressa Holman; l’altro giorno mi ha fatto un sacco di domande. Una bella donna, ma prende alle palle con la sua risatina isterica. Mi auguro si sia lavata i denti, ieri aveva un alito… chissà cosa mangia! Speriamo bene! Read the rest of this entry »


Il diavolo e le mura

di Giovanni Medioli

Don Mario stava meditando in preghiera nel raccoglimento della chiesa vuota. Più precisamente stava ringraziando Dio che i suoi compaesani avessero voluto inserire la chiesa nel compound fortificato del paese. Mica per altro, ma le case che erano rimaste fuori dalle mura di cemento rinforzate con su i cavalli di frisia elettrificati erano state già attaccate e spogliate, la gente divorata… E si parlava di case a due, trecento metri da lì! La sera prima erano come sempre, con i loro abitanti allegri e operosi. La mattina erano vuote e sventrate come gusci d’uovo rotti e abbandonati dopo una frittata. E mala tempora currunt mica basta a definire la situazione, perché qui i mala tempora – pensava fra sé don Mario – altro che correre, se ne stavano belli fermi, lì a scrutarti con un ghigno odioso: sembrava si fossero insediati armi e bagagli con tutte le intenzioni di rimanerci a lungo. Read the rest of this entry »


Sette, morto che parla

Di Susanna Raule // [Commissario Sensi #1]

Alcuni numeri sono diversi dagli altri, gli antichi lo sapevano.

Hai letto tutta quella roba del Codice Da Vinci? Quello non si è mica inventato niente, altro che. Gli egiziani lo sapevano, i medievali lo sapevano anche loro. Non c’è un cazzo da fare: il tre, il sette, il ventitre hanno qualcosa di speciale.

Hai mai sentito parlare dei numeri primi? Ecco, quella è solo la punta dell’iceberg, credimi. Il quattro, il sei… senti come sono armonici? Pari, quieti, in equilibrio con il cosmo.

Alcuni numeri, invece, sono insoddisfatti. Alcuni numeri – non vorrei sembrarti melodrammatico – sono cattivi. Read the rest of this entry »


Verde verticale

di Marilena Guglielmi

Vegeta. Produce foglie. Chiede acqua e un po’ di sole.

È una vite canadese, di quelle che crescono in fretta e si arrampicano dovunque. In pochi mesi ha coperto il muro di mattoni con i suoi arabeschi.

Riceve l’acqua e il concime di cui ha bisogno, e, giorno dopo giorno, prospera.

Arrivano le proteste dei vicini; poi una lettera, concepita durante una riunione di condominio a cui, come al solito, hanno partecipato in pochi. Read the rest of this entry »


Il paradiso perduto 2

di Silvio Bosticco e Roberto Martinez

All’inizio non è che mi spiacesse stare in Paradiso, anzi. Potevo fare tutto ciò che volevo. Se non avevo voglia di far niente, non facevo niente. Se volevo lavorare, non avevo che da rivolgermi all’Amministrazione Centrale. Bastava chiedere e non peccare.

Cominciai quindi con il non far niente. Dopo due secoli mi cercai un hobby e mi diedi alla pittura. Ma che gusto c’è nel dipingere quadri bellissimi senza neanche il minimo sforzo? Ero un’anima beata, e tutto quello che facevo non poteva che riuscirmi bene. Anzi, benissimo.  Read the rest of this entry »


L’ultimo viaggio

Di  Grazia Gironella
Il sentiero scendeva dritto verso la conca boscosa, quasi invisibile dalla strada. Non fosse stato per Teo e per il ritmo lento che la sua passeggiata imponeva, forse Simone sarebbe passato oltre senza notarlo; invece si era lasciato invogliare da quella deviazione che gli stava rubando troppo tempo.
«Teo, andiamo! È ora di tornare. Teo!»
L’esasperazione crescente nei suoi richiami non sortì grossi effetti: il segugio si voltò un istante a guardare il padrone e subito ripartì al trotto, zigzagando con il naso a terra. Read the rest of this entry »