Il diavolo e le mura

di Giovanni Medioli

Don Mario stava meditando in preghiera nel raccoglimento della chiesa vuota. Più precisamente stava ringraziando Dio che i suoi compaesani avessero voluto inserire la chiesa nel compound fortificato del paese. Mica per altro, ma le case che erano rimaste fuori dalle mura di cemento rinforzate con su i cavalli di frisia elettrificati erano state già attaccate e spogliate, la gente divorata… E si parlava di case a due, trecento metri da lì! La sera prima erano come sempre, con i loro abitanti allegri e operosi. La mattina erano vuote e sventrate come gusci d’uovo rotti e abbandonati dopo una frittata. E mala tempora currunt mica basta a definire la situazione, perché qui i mala tempora – pensava fra sé don Mario – altro che correre, se ne stavano belli fermi, lì a scrutarti con un ghigno odioso: sembrava si fossero insediati armi e bagagli con tutte le intenzioni di rimanerci a lungo. Read the rest of this entry »