Affitto stagionale

di Stefano Olivieri

A Corrado Bardi la notte non piaceva, da sempre. Lui era nato di notte e da bambino la mamma gli aveva più volte ricordato come la sua nascita fosse stata difficoltosa per l’assenza dell’ostetrica. E poi c’era stata quella stupida zia Santina, che per starsene con il fidanzato a fare le schifezze, invece di raccontargli le favole quando i suoi erano a teatro gli aveva parlato dell’uomo nero, che di notte si andava a mangiare in giro per il paese i bambini ancora svegli. Ma il vero trauma era stato il terremoto di qualche anno prima. A Corrado in pochi secondi aveva ammazzato tutta la famiglia, lui salvo per miracolo grazie a due pareti che, crollando l’una verso l’altra, avevano fatto da capanna al suo letto. 

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La lettera delle royalties

di Silvio Donà

L’ha tenuta sul comodino tutto il giorno.

L’ha presa in mano un paio di volte, poi l’ha rimessa giù. Senza aprirla.

E’ solo una lettera. Secondo le leggi della fisica è leggera. Secondo altre leggi, non scritte, è maledettamente pesante. Sa di cosa si tratta, la stava aspettando: è la lettera con cui la casa editrice gli comunica ufficialmente quante copie ha venduto l’anno precedente del romanzo che ha pubblicato e, di conseguenza, quanto gli spetta di royalties.

In pratica è la sua pagella. Quella che dirà, brutalmente, com’è andata la sua prima avventura editoriale al di là delle pacche sulle spalle degli amici e delle lodi preconfezionate dell’editore; al di là delle due o tre recensioni non malvagie collezionate su internet e della manciata di lettori che hanno aggiunto il suo libro sui siti per appassionati di lettura.

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Papà ma tu che lavoro fai?

di Silvio Donà

<<Papà ma tu che lavoro fai?>>

<<Come che lavoro faccio Marcolino? Faccio lo scrittore, no?>>

<<Mmmm… sì ma… cioè… cosa vuol dire che fai lo scrittore?>>

<<Vuol dire che scrivo delle storie che poi vengono pubblicate>>

<<Scrivi delle storie…>>

<<Sì>>

<<E dove le trovi queste storie?>>

<<Non le trovo. Le invento>>

<<Allora sei un inventore!>>

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Chi ha paura dell’editor mannaro?

di Silvio Donà

Ne ho sempre avuto paura. Una specie di sacro terrore.

Ognuno di noi ha le sue idiosincrasie. C’è chi ha paura dei ragni, chi dei topi, chi degli spazi aperti, chi degli spazi chiusi, chi delle suore al volante, chi delle nuvole a forma di drago, chi del dentista, chi dell’estratto conto della carta di credito (quest’ultima, in particolare, è una paura molto diffusa…).

Io avevo paura degli editor. Read the rest of this entry »